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Terre Alte 0.75

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Annata 2018
Vitigni friulano, pinot bianco, sauvignon
Alcol 13.50 %
Temperatura di servizio 14/15 °C
Denominazione
Tipologia Bianco
Abbinamenti Particolarmente indicato per i piatti di pesce, eccellente con i primi a base di verdure, le carni bianche e i formaggi.
Formato 0.75 l
un sapiente assemblaggio di friulano, pinot bianco e sauvignon coltivati nel comune di Rosazzo negli storici vigneti delle Terre Alte. Il Rosazzo DOCG "Terre Alte" di Felluga è un vino di grande armonia, vinificato e lasciato maturare in parte in vasche d'acciaio e in parte in barrique cui segue un breve affinamento in bottiglia e che nel bicchiere si svela fine e ricchissimo

Note degustazione

color giallo brillante e luminoso. Al naso bouquet è ricco, avvolgente e armonioso. Raffinati fiori bianchi, gelsomino e acacia si fondono a note fruttate di melone bianco, pesca gialla, albicocca sciroppata con richiami tropicali di frutto della passione e ananas. I sentori agrumati sono completati da raffinate sensazioni cremose di pasticceria, mandorla caramellata, vaniglia, creme brule. Finale balsamico di legno di cedro, timo e liquirizia. Evoluzione continua. al palato attacco pieno, vigoroso e vellutato. Ottima sintonia con i profumi e grande raffinatezza. Piacevole vena acida. Minerale, sapido e rotondo. La ricchezza della frutta tropicale, della frutta secca e delle note cremose è impreziosita in bocca da richiami speziati di pepe bianco e cardamomo. Lungo e persistente con retrogusto elegante e rotondo.

Cantina

Nome unico nel panorama produttivo italiano, nonché simbolo stesso di una regione e dei suoi vini, è facile intuire quanto la storia di Livio Felluga si intrecci con quella di tutto un territorio. Una storia, questa, che ha come protagonista una famiglia sopravvissuta a due guerre mondiali, la quale ha assistito al cambiamento dei confini intorno a sé, per poi decidere di stabilirsi sui dolci contrafforti delle colline del Friuli. Livio Felluga dovette intraprendere una nuova battaglia per far risorgere la collina, convinto che solo la rinascita della coltivazione di qualità poteva riportare la vita nella campagna friulana. Con grande coraggio cominciò a risistemare i vecchi vigneti e a impiantarne di nuovi, introducendo idee e metodi innovativi. Un lavoro duro, fatto di caparbietà e passione, che lo porteranno nel corso degli anni a creare una delle più belle e significative realtà aziendali della Penisola, acquisendo a pieno diritto il titolo unanimemente riconosciutogli di rifondatore della tradizione vitivinicola friulana. Attualmente l'azienda può contare su una vasta superficie vitata, che dalla denominazione del Collio fino ad arrivare a quella dei Colli Orientali del Friuli, copre circa 155 ettari. In vigna, le varietà che si incontrano sono sia autoctone che internazionali, per cui abbiamo il friulano e il pinot bianco, lo chardonnay e la ribolla gialla, il sauvignon blanc e il pinot grigio, il picolit e il refosco, il pignolo e il merlot. Uve che sono trasformate in quelli che vengono ormai chiamati come i "vini della carta geografica", da sempre riprodotta in etichetta e raffigurante una vecchia mappa dei poderi aziendali.